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- Trascrizione: Diario di Santa Faustina e Commento
Lettura del Diario (n. 1273) «Leggiamo oggi dal diario, partendo dal 1273, sono parole di Gesù. “Figlia mia, Credi forse di aver scritto abbastanza sulla mia misericordia? Quello che hai scritto è appena una gocciolina di fronte a un occeano. Io sono l’amore e la misericordia stessa. Non c’è miseria che possa misurarsi con la mia misericordia, né la miseria l’esaurisce, poiché dal momento che si dona aumenta. L’anima che confida nella mia misericordia è la più felice, poiché io stesso ho cura di lei. Mia segretaria, scrivi che sono più generoso con i peccatori, con i giusti. Per loro sono sceso in terra, per loro ho versato il sangue. Non abbiano timore di avvicinarsi a me. Sono essi che hanno maggiormente bisogno della mia miseria“»1.
Commento al Diario «Queste parole di Gesù sono parole che possiamo definire anche consolanti1. Il Signore Gesù dice a Santa Faustina di non pensare di aver scritto a sufficienza, scritto abbastanza sulla misericordia. Noi abbiamo tra le mani il diario che Santa Faustina ha compilato in tanti anni1. Diario che di cui dobbiamo rendere grazie anche ad Sopocco che chiedeva a Santa Faustina di scrivere le sue esperienze spirituali proprio per poterla seguire nella direzione spirituale2. Ecco, Gesù ci dice che quello che Santa Faustina ha scritto è una gocciolina di fronte all’oceano2. E se noi pensiamo alle proporzioni, questo ci fa riflettere molto2. Io sono l’amore e la misericordia stessa. Non c’è miseria che possa misurarsi con la mia misericordia2. Allora, la misericordia non è solamente, come dire, un sentimento, è l’onnipotenza di Dio è la vita stessa di Dio, la quale ognuno di noi, pur con le più grandi miserie, trova il suo rifugio, un oceano nel quale ognuno di noi è chiamato ad immergersi in un nuovo battesimo, in un nuovo cambiamento e con la miseria non esaurisce la misericordia2. E questo è una frase che noi dobbiamo tenere ben scritta di fronte a noi sempre2.
Il Signore ci dice che il suo cuore misericordioso non smette di amare e invita i più lontani, quelli che lui definisce i poveri peccatori3. Sono più generoso con i peccatori che con i giusti3. Ecco, di fronte a una frase del genere, la nostra umanità dice: “Come ile non è giusto. La nostra giustizia umana ci fa dire non è giusto3. Eppure il Signore cambia il paradigma3. Più grande la miseria, più grande la misericordia. Più grande è il peccato, più grande è la grazia3. Lo dice San Paolo anche in una sua lettera3. E allora l’invito del Signore non abbiano timore di avvicinarsi a me3. Siamo chiamati momento per momento ad avvicinarci alla misericordia del Signore, a ricorrere continuamente alla sua misericordia, anche quando sbagliamo, quando siamo in difficoltà, magari quando sentiamo quella forza che ci allontana dal Signore perché ci sentiamo colpevoli, ecco, il Signore ci invita proprio in quel momento ancora di più ad avvicinarci a lui. Abbiamo bisogno della sua misericordia3.
Lo dice esplicitamente4. Abbiamo bisogno di essere in questo cielo di misericordia4. Chiediamo allora al Signore che ci mantenga sempre questa visione chiara nel nostro cuore, di avere bisogno della sua misericordia, di non sentirci autosufficienti, di non sentirci superiori, di sentire la necessità della sua presenza, della sua misericordia, di avere continuamente la nostra preghiera rivolta alla misericordia del Padre, un po’ com’era la preghiera del peregrino russo4. Signore Gesù abbi pietà di me che la continuava a ripetere tutto il tempo4. Ecco, questo sia per noi il modo anche di vivere la preghiera verso la misericordia del Signore, riconoscendo la nostra miseria, ma riconoscendo in particolare la sua infinita misericordia4. Chiediamo che questo diventi appunto per noi il modo per accoglierla4. Preghiamo insieme. Il sangue preziosissimo di Gesù che è il segno evidente di questa sua misericordia riversata su di noi e sacramento di questo amore donato4. Ecco, chiedemo che ci ricopra e ci custodisca da ogni attacco del nemico»5.
